LASCIARE LA PRESA
Ogni volta che incontriamo tensioni, cerchiamo di capire cosa fare per farle sparire o di scoprire la loro causa. Proviamo, invece, a cambiare paradigma.
Osserviamo l’essere umano come un uomo teso tra due polarità: la sua Essenza e il suo Ego quotidiano.
Da una parte si erge l’Ego, condizionato dallo spazio, dal tempo e dalle circostanze, preoccupato per la propria sopravvivenza e sicurezza. Dall’altra parte si manifesta l’Essenza, la modalità attraverso cui una vita più grande si esprime dentro di noi e ci cerca. Questa parte la sentiamo tutti.
Spesso il desiderio “nascosto” di raggiungerla si manifesta sotto forma di angoscia, insoddisfazione o malinconia, emozioni che cerchiamo di razionalizzare o ignorare.
A causa di un ego iper-efficiente, che si dedica a mantenere l’equilibrio della sopravvivenza, la via verso questa essenza ci rimane preclusa. Ma a un certo punto qualcosa di spiacevole accade nella vita: questo equilibrio si rompe, e le illusioni e i sogni perduti salgono a gala.
Sorge allora il desiderio di dirigerci verso l’Essenza, e spesso arrivano opportunità, segnali o intuizioni che possiamo cogliere.
La nostra Essenza ci invita a diventare permeabili, dalla testa ai piedi, connessi al nucleo profondo della nostra Identità incondizionata, anche se ferita.
Diventare permeabili significa permettere all’energia bloccata dalle ingiustizie, dagli abbandoni, dalle aspettative e dalle delusioni di fluire.
Significa anche avere confini solidi ma flessibili, che ci permettano di lasciare andare ciò che si oppone a questa essenza vivente e la ostacola.
Possiamo iniziare dal corpo. Il corpo si blocca attraverso tensioni, debolezze o sintomi per mantenerci al sicuro, ancorati alla sfiducia e alla paura, creando una sicurezza illusoria.
Abbiamo imparato a “trattenerci” dall’interno, ma a un certo punto il disagio diventa così grande che iniziamo a cercarne le cause all’esterno.
Lasciare la presa può iniziare dal diaframma, per tornare a sentire e respirare liberamente; portando energia nelle spalle per allentare la presa che le blocca; lasciandoci cadere nel bacino per sciogliere le paure; radicandoci nelle gambe per riscoprirne la forza.
Per essere liberi dobbiamo imparare a lasciare la presa, passo dopo passo, in ogni parte del corpo, cominciando dalla testa e dal collo.
Prova ora a chiedere gli occhi e ad ascoltare le tempie, la nuca, la fronte, la zona tra gli occhi…
Puoi sentire la tensione nel cranio e iniziare a lasciare andare il controllo…
Le piccole rughe sulla fronte si formano quando restiamo completamente nella testa; scendendo nel corpo possiamo incontrare il terrore incapsulato nel corpo come in una bolla.
Gli occhi sconnessi trasmettono chiusura. Osserva come i tuoi occhi restano orientati verso l’esterno, disconnessi dal cuore, sempre diretti a qualcosa.
Lascia andare la presa negli occhi e permetti alla loro luce di fluire: questo è possibile solo quando il bacino è libero e le gambe sono sciolte.
La paura crea tensioni e blocchi, lasciandoci vivere impauriti e tesi.
La zona intorno agli occhi, la mandibola, il naso, il palato, le guance: lascia andare la presa che tiene il volto in controllo.
La nuca è la sede della nostra dignità: lascia la presa nella nuca, lascia la presa nella gola…
Ogni tensione che scopriamo è un passo verso noi stessi. Ogni tensione rivela una difesa contro il mondo.
Osservare ha la priorità sul fare. Lasciare andare ha la priorità sul capire il “modo giusto”.
La capacità di osservarsi dall’interno è un’esperienza importante per la consapevolezza e trasformazionedei meccanismi inconsci che tengono in gabbia il nostro Essere reale.
Olga De Bacco

