NON ASCOLTATO E NON CONSIDERATO

libertà dell'essere

NON ASCOLTATO E NON CONSIDERATO

Se da bambino ti è capitato spesso di non sentirti ascoltato, di non poter esprimere la tua voce, di essere bloccato, zittito o allontanato, è possibile che dentro di te si sia radicato un vissuto di rifiuto.

Un rifiuto che, crescendo, può rivolgersi contro te stesso – diventando autocritica, svalutazione, vergogna – oppure può emergere nei rapporti con gli altri come atteggiamento conflittuale e reattivo.

Per questo motivo, non è sufficiente imparare solo a comunicare meglio o a “tirare fuori la voce”.

La comunicazione esterna non guarisce da sola la ferita profonda del rifiuto.

Anche chi è diventato un grande comunicatore, abile nell’attirare l’attenzione e nel farsi ascoltare, dentro può continuare a vivere un silenzioso rifiuto di sé.

E questo dolore, se non viene accolto, rischia di trasformarsi in aggressività, reattività improvvisa, spesso scaricata verso chi è più fragile: un collega insicuro, un figlio, un partner dipendente.

Ecco perché è importante distinguere: lavorare sull’espressione è utile, ma non basta.

Serve incontrare la radice del rifiuto di sé, sciogliere quella ferita antica che ci ha insegnato che la nostra voce non aveva valore.

Solo così l’espressione non diventa un’arma contro gli altri, ma un ponte autentico verso di loro.

Ogni volta che ti senti non ascoltato o non considerato, prima di rivolgerti con rabbia all’altro, prova a fermarti e ad ascoltare te stesso.

Respira.

Riconosci il bisogno che si è fatto sentire.

Chiediti quale segnale ti ha mostrato che l’altro non stava ascoltando: a volte basta un piccolo gesto, una parola che manca, per riaccendere un dolore antico e toccare una ferita che ancora sanguina.

Questo movimento — dall’accusa all’altro all’ascolto di te — può rivelare un più profondo disconoscimento di sé, e da lì comincia il lavoro vero: prendere cura di quella parte che non si è mai sentita riconosciuta.

Quando inizi a fermarsi, ad ascoltarti, comprendi che chi non ti ha ascoltato davvero, per primo, sei tu.

Buon Ascolto.

Olga De Bacco