ABITARE LA PROPRIA FORZA CON GENTILEZZA

libertà dell'essere

ABITARE LA PROPRIA FORZA CON GENTILEZZA

La vera forza? Abitare la propria fragilità con gentilezza

Essere forti non significa essere sempre all’altezza, né avere tutto sotto controllo. Essere forti significa riuscire a restare in contatto con sé stessi, anche quando ci sentiamo vulnerabili. Anche quando dentro ci sono paura, insicurezza, confusione.

La forza non è durezza. È presenza. È cura. È il coraggio silenzioso di guardarci dentro… e restare.

Fragilità e sensibilità non sono la stessa cosa

Spesso si pensa che chi è fragile sia anche molto sensibile. Ma non è così.

La sensibilità è un dono: ci permette di percepire le sfumature, di entrare in empatia, di amare profondamente, di intuire, di sentire il proprio cuore.

La fragilità emotiva, invece, nasce quando ci mancano gli strumenti per sostenere ciò che sentiamo. Quando ci sentiamo sopraffatti dalle emozioni, bloccati di fronte alle difficoltà, svuotati dal vivere.

Non è colpa nostra. Ma è qualcosa che chiede ascolto, attenzione, trasformazione.

Quando la fragilità prende il sopravvento

La fragilità emotiva può manifestarsi in tanti modi, spesso silenziosi:

  • Reazioni forti anche a piccole frustrazioni, alle richieste altrui, ai cambiamenti ecc.
  • Senso di impotenza quando non posso trovare una soluzione
  • La senzazione come se la vita fosse “troppo”
  • Difficoltà nelle relazioni, bisogno di proteggersi o di chiudersi
  • Malinconia costante, senso di stanchezza profonda
  • Scarsa fiducia in sé stessi, paura di fallire
  • Rabbia, ritiro, o senso di vuoto quando le cose non vanno come sperato

Dietro questi sintomi non c’è debolezza. C’è spesso una parte di noi che non ha ancora imparato a sentirsi al sicuro, nemmeno dentro di sé. Ha bisogno di attenzione da parte nostra e supporto.

La fragilità come bussola

E se la fragilità non fosse solo un limite… ma una guida?

Se potessimo leggerla come una bussola, capace di mostrarci:

  • dove si trovano le nostre risorse più vere,
  • quali sono le difese che oggi ci bloccano,
  • e cosa davvero conta per noi?

Ogni volta che ci sentiamo fragili, abbiamo davanti un’opportunità: quella di conoscerci più a fondo, di capire cosa ci serve, di ritrovare la strada verso casa.

Le radici emotive: da dove veniamo

Molto di ciò che oggi viviamo nasce da lontano. Dalle prime relazioni, dal modo in cui siamo stati accolti, consolati, visti. Ma nessuna infanzia, nessuna esperienza, ci definisce per sempre.

Possiamo sempre riscrivere la storia che raccontiamo a noi stessi. Possiamo diventare adulti capaci di reggere la vita con più amore, e con meno sforzo.

Come si coltiva la forza emotiva?

Essere forti non significa non provare dolore. Significa imparare a non fuggire da ciò che sentiamo.

Ecco da dove iniziare:

  • Dare un nome alle emozioni, senza giudicarle
  • Respirare dentro ai momenti difficili, senza chiudersi ne scappare nei pensieri e nelle “cose da fare”
  • Cercare relazioni dove potersi sentire al sicuro ed evitare le relazione dove tu senti di dover dimostrare qualcosa
  • Chiedere aiuto
  • Coltivare ogni giorno un po’ di fiducia in sé con i piccoli passi dove tu puoi sentirti affidabile verso te stesso

Come una tazza con le crepe

Pensa a una tazza Kintsugi di porcellana. Può aver attraversato rotture, avere delle crepe. È più preziosa, perché ha una storia. Perché ha saputo ricomporsi. Perché contiene ancora, accoglie ancora, scalda ancora.

Così siamo noi.

Così possiamo diventare: persone forti non perché perfette, ma perché capaci di restare, amare, sentire.

Che rapporto hai con la tua fragilità? La combatti… o la ascolti? La eviti… o la accogliI?

E se conosci qualcuno che ha bisogno di leggere queste parole, giraglielo.

Con la forza della gentilezza, Olga De Bacco

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